John's Story, l'incontro con il Dott. Einhorn.

Dopo l'asportazione del testicolo, John ha incontrato il suo oncologo col quale ha discusso un po' la situazione. Dalle analisi del sangue di John risultava che la bHCG era a 225.000, ben oltre il range ammissibile (molto oltre). Dalla TAC, come già accennato, si nota che John ha una cinquantina di metastasi ai polmoni ed un nodulo di 4,5cm al fegato. L'oncologo gli dice subito che dovrà fare 4 cicli di PEB ma John vuole un secondo parere per essere sicuro di scegliere la strada giusta.

Qualche giorno dopo, John viene informato che il suo tumore è un corioncarcinoma puro, quindi una forma abbastanza aggressiva e molto rara, insomma ogni notizia, per il nostro amico, porta la situazione sempre ad uno stadio peggiore. Visto ciò, l'oncologo decide di far cominciare la terapia il lunedì successivo.

John non è un ragazzo stupido, si mette alla ricerca di informazioni e capisce che la situazione è davvero grave, in più, come se il suo essere cosciente della gravità della situazione avesse portato il suo fisico a deteriorarsi rapidamente, comincia a tossire e, in uno degli spasmi più forti, John si ritrova a tossire sangue. Preoccupato si rivolge ad un vicino centro clinico e dopo attente analisi si rendono conto che i suoi polmoni sono ormai in condizioni critiche e le metastasi cominciano a sanguinare.

Vista la situazione e visto che le difficoltà aumentano si decidono ad intensificare le ricerche di uno specialista finché non si imbattono del Dott. Einhorn al quale inviano una mail molto dettagliata. John manda il messaggio alle 10 di sera e riceve risposta giusto mezzora dopo (grande stima nel Dott. Einhorn). Quello che legge gli fa capire che Einhorn è il dottore giusto per lui, in pratica, visto l'istologico e visti i valori altissimi dei marcatori non si deve perdere tempo, la terapia deve iniziare immediatamente!

Il mattino seguente, John e la moglie chiamano il loro oncologo spiegandogli che la chemio deve cominciare immediatamente, che non c'è tempo da perdere ma l'unica risposta che ricevono è un bel no!Non si fanno le terapie durante i fine settimana. L'oncologo non solo si mostra un pessimo medico ma comincia anche a dire che tanto tre giorni di attesa non fanno differenza. Ovviamente John non si perde di coraggio e contatta Einhorn il quale gli fa capire che tre giorni possono farla e come la differenza!E li invita a venire nel suo centro il più presto possibile.

La sorte, però, non smette di accanirsi e John scopre che non ci sono voli disponibili per Indianapolis ed è costretto a mettersi in macchina ed a farsi 12 ore di viaggio per non perdere l'opportunità di cominciare subito la terapia. Questo lungo e faticoso viaggio in auto, però, per Jhon è stato devastante. Prima di partire stava bene, non aveva particolari problemi, ma alla fine si è ritrovato a vomitare sangue, a sentirsi debole e (sue testuali paroli) a sentirsi una "merda".