Il dottor Einhorn, il medico a cui dobbiamo il nostro futuro.

Lawrence H. Einhorn era un giovane oncologo della Facoltà di Medicina dell'Università dell'Indiana quando lesse per la prima volta degli effetti benefici del Cisplatino sul tumore al testicolo, fu allora che gli venne in mente di aggiungerlo alla terapia che era in uso e che prevedeva Bleomicina e Vinblastina.

Dott. Einhorn

Dott. Einhorn

In quegli anni, un malato di cancro al testicolo con metastasi aveva poco più del 10% di probabilità di sopravvivere, insomma era praticamente condannato. Nel 1974 Einhorn iniziò una fase sperimentale nella quale utilizzava i tre farmaci in modo sinergico, era giovane è sperava di portare la percentuale di sopravvivenza intorno al 20% ma i risultati lo strabiliarono: il 70% dei pazienti trattati aveva avuto una remissione completa.

I risultati furono talmente strabilianti che la FDA approvò immediatamente la terapia, anche senza le dovute sperimentazioni.

Negli anni a seguire, Einhorn ha migliorato la terapia, rendendola meno tossica e più efficacie portando le percentuali di sopravvivenza oltre il 90%.

Inizialmente, l'approccio terapeutico per il cancro al testicolo prevedeva diversi farmaci ma poco efficaci, successivamente, grazie all'introduzione del Cisplatino e all'uso della Bleomicina con la Vinblastina le cose cambiarono anche se gli effetti collaterali del Cisplatino erano notevoli. Einhorn riuscì a ridurre questi effetti grazie ad una forte idratazione dei pazienti, riducendo l'accumulo di platino nei reni. In quel periodo i metalli pensati erano sul punto di essere banditi dalle terapie oncologiche ma grazie all'intuizione di Einhorn, si riuscì a reintegrare il Platino, basti pensare che a distanza di 40 anni è ancora usato.

Successivamente, in altre serie sperimentali, il team di Einhorn riuscì a ridurre le concentrazioni di farmaci che avevano effetti negativi sul sistema immunitario senza, però, ridurre la percentuale di guarigione. Ciò consentì di rendere più sostenibile la terapia e di ridurre sensibilmente gli effetti collaterali.

Un altro successo fu quello di sostituire la Vinblastina con l'Etoposide, il che portò a migliori risultati ed a minori effetti collaterali. Insomma, negli anni il team di Einhorn è riuscito a massimizzare le percentuali di guarigione ed a ridurre fortemente la durata e gli effetti collaterali della terapia. Infatti, fino ad allora servivano dalle 12 settimane ai due anni per completare la terapia, ma con lo schema che prevedeva Cisplatino, Bleomicina e Etoposide, in nove settimane si completava il tutto.

Per i pazienti che avevano una ricaduta, Einhorn scoprì che sostituendo la Bleomicina con l'Ifosfamide, si riusciva ad ottenere ottimi risultati con minori effetti collaterali, dando vita così ad un ulteriore schema terapeutico di seconda linea. Si arrivò, infine, alla definizione di una terapia per i pazienti che non rispondevano a quella classica: chemioterapia ad alte dosi con trapianto delle cellule staminali.

Ancora oggi, Einhorn, trascorre il suo tempo a visitare pazienti con il tumore al testicolo e altre malattie rare. Si divide tra conferenze e studi clinici, tra le lezioni agli specializzandi, ai quali ricorda sempre di interagire con i pazienti. Pone l'attenzione anche su un fenomeno che sta dilagando negli ospedali statunitensi e non solo: rapportarsi ai pazienti tramite la tecnologia, utilizzando il PC o i social network, perdendo, quindi, il contatto fisico e psicologico con i malati.

Il suo team sta studiando nuovi farmaci per coloro che non rispondono alle classiche terapie, studiano gli effetti a lungo termine di quelli in uso ora e gli effetti psicologici della malattia.

Se è diventato un gigante dell'oncologia lo deve al padre, medico di paese con il quale Einhorn andava in giro fin da piccolo. Gli ha trasmesso il rispetto per i pazienti e la passione per la cura.

Il nostro salvatore ha anche fatto servizio nella guerra del Vietnam come medico, per poi tornare all'università come ricercatore borsista. Fino ad arrivare a John Cleland, il primo paziente al mondo a ricevere lo schema Einhorn. Quando John si presentò nel suo studio aveva già fatto varie terapie senza molto successo, l'unica sua speranza era il Platino, per il quale se ne conosce la forte tossicità ma non i reali affetti curativi. Da quel giorno sono passati quasi 40 anni e John ed Einhorn sono ancora buoni amici.

Anche il famoso ciclista Lance Armstrong ha ricevuto le cure del dottor Einhorn, tralasciando la storia controversa dello sportivo, noi malati di cancro al testicolo dobbiamo molto a lui ed alla sua fondazione che ha raccolto fondi per la ricerca ed ha sensibilizzato molto l'opinione pubblica.

Nonostante la professione medica non gli permette di avere una vita privata, è felice della sua vita e di quello che fa. La sua professione gli ha insegnato molte cose e spesso si ritrova a dire che "in oncologia, impari ad apprezzare il fatto che l'unica cosa che conta è essere sani".

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